LA SICILIA DA VISITARE
NOTO LA CAPITALE DEL BAROCCO SICILIANO
Organizzazione ed Accoglienza Turistica Municipio - Palazzo Ducezio (P.zza Municipio)
Tel. 0931835201 Fax: 0931573447
Assessorato Turismo e Spettacolo - Corso Vittorio Emanuele (ex Collegio dei Gesuiti)
Tel.0931896264 - Fax 0931836306
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Numero verde: 800-99-44-62
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Azienda Autonoma Provinciale per l’incremento Turistico - Via San Sebastiano 43 Siracusa
Tel. 0931481200 - Fax: 093167803
Web: www.apt-siracusa.it
Ufficio informazioni turistiche A.A.P.I.T. Piazza XVI Maggio Noto
Tel.0931573779 - Tel/Fax: 0931836744
Associazione turistica “Pro-Noto”
Via Gioberti, n.13 - 96017 Noto, (Si) - Sicilia
Tel 0931572156 - tel./fax 0931836503 - Tel. cell. 3207418642
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Il sito originario della città, Noto antica, si trova 8 km più a nord, sul monte Alveria. Qui si ritrovano i primi insediamenti umani, che risalgono all’età del Bronzo Antico o Castellucciana (2200-1450 a.C.), come testimoniato dai reperti archeologici rinvenuti. Secondo un’antica leggenda, Neas, che sarebbe stato il nome della Noto più antica, avrebbe dato i natali al condottiero siculo Ducezio, che nel V secolo a.C. avrebbe difeso la città dalle incursioni greche. Questi la trasferì dall’altura della Mendola al vicino monte Alveria, circondato da profonde valli, in una delle quali scorre la fiumara di Noto. Ben presto Neas o Neaton, ormai ellenizzata nei costumi, entrò a far parte della sfera d’influenza siracusana.
Secondo Polibio e Tito Livio, Neaton fu una colonia siracusana durante il regno di Gerone II, riconosciuta nel 263 a.C. dai Romani con un trattato di pace. Il Ginnasio, le mura megalitiche e gli Heroa ellenistici convalidano le ipotesi degli storici.
Nel 214 a.C. circa, Neaton aprì le sue porte all’esercito del console romano Marco Claudio Marcello, e venne così riconosciuta come città alleata dai Romani (che la chiamavano Netum) come Taormina e Messina. In quanto tale i Romani concessero ai netini un proprio senato, tanto che ancora oggi, nei palazzi e nei portali risulta presenta la scritta SPQN (Senatus PopulusQue Netinus). Subì, come le altre città isolane, le vessazioni di Verre, descritte da Marco Tullio Cicerone.
Monimenti, palazzi e chiese
L’ampia facciata delle Cattedrale, scandita da due campanili che la delimitano, lascia intravedere in secondo piano la cupola ristrutturata, che crollò nel 1996. Il portale di bronzo, opera dello scultore netino Pirrone, raffigura episodi della vita di S. Corrado Confalonieri. L’edificio è preceduto da un’amplissima scalinata degradante nella piazza Municipio e fiancheggiata da due esedre alberate, ciascuna sovrastati da un percorso lastricato che ne sottolinea l’andamento curvilineo. Con la posa dell’ultima pietra della lanterna, si è conclusa la fase diricostruzione della Cattedrale di Noto crollata il 13 Marzo 1996. I lavori iniziati nel 2000, dopo la fase di sgombero delle macerie, non si sono mai fermati e in circa sette anni sono stati ricostruiti oltre 19.500 mc, riportando alla luce l’intera cattedrale.
Arch. Rosanna La Rosa


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