CORSO UMBERTO, Itinerario n. 1
CORSO UMBERTO: DA PORTA MESSINA A PORTA CATANIA
Porta Messina segna l’ingresso nord del centro storico della città. Da essa si accede al Corso Umberto I°, la via principale di Taormina. Mentre Porta Catania è la porta di accesso del lato sud. Le due porte di ingresso facevano parte del triplice sistema di fortificazioni che si sviluppava da nord-est, realizzato dagli arabi per difendere la città. Tra le due porte si innalza la Porta di Mezzo nota anche come Torre dell’orologio. Porta Messina, inaugurata nel 1808 da Ferdinando IV di Borbone (come riportato nella lapide in cima alla Porta) è conosciuta anche come Porta Ferdinandea proprio in onore al re.
A piano terra si trovano l’Ufficio d’informazione turistica, e la sede dell’Associazione Albergatori di Taormina. Al piano superiore invece è adibito a mostre d’arte.
Servizio Turistico Regionale n. 13 di Messina - Palazzo Corvaja - 98039 Taormina (Me) - email: [email protected] - U.O.S13.03 TAORMINA (Me) - Palazzo Corvaja – 98039 – Taormina Tel. 0942 23243 – Fax 0942 24941 Apertura ufficio informazioni DA LUNEDI’ A VENERDI’: Ore Antimeridane: 08.30 – 14.15 | Ore pomeridiane: 15.30 – 18.45 IL SABATO: → (solo per il mese di aprile) Ore Antimeridane: 09.00 – 13.00 | Ore pomeridiane: 16.00 – 18.30
Il Palazzo Corvaja
Urbanisticamente qui dove adesso c’è il palazzo, al tempo greco, sorgeva il centro sociale della polis, l’agorà; poi i romani qui progetteranno e costruirono il loro foro, nel nucleo vitale della città. Gli arabi, abbattendo tutto il preesistente, edificarono una torre, che ricordava la loro sacra “Al Ka’ Bah”, il dato che rappresenta il centro della religione musulmana alla mecca, e disposero questa fabbrica, orientata secondo i quattro spigoli della tradizione araba. La parte più ampia, sulla destra entrando nell’atrio del palazzo, fu edificata nel 1410, per ospitare i lavori del Parlamento Siciliano del 1411. Oggi sede dell’ufficio turistico reginale, sede dell’Associazione Albergatori Taorminesi, e prestigiosa sede espositiva.
LA STORIA
Un bel portale fatto con marmo rosa di Taormina, sia negli stipiti che nell’architrave, si apre nella facciata della chiesa, ed è ornato ai lati da due colonne con alte basi e capitelli di stile corinzio che sostengono un frontone spezzato, anche questi in marmo rosa di Taormina.
Orario di apertura biblioteca da lunedì a venerdì ore 9,00 - 13,00 martedì e giovedì ore 15,30 – 18,00 → Per informazioni Assessorato Cultura Tel. 0942/610206 - Fax 0942/23810 e-mail: [email protected] Biblioteca Tel. 0942/610260 - Fax 0942/23810 e-mail: [email protected]
La ex Chiesa convento degli Eremiti di Sant’Agostino, oggi biblioteca comunale, è un edificio quattrocentesco, ubicato sulla Piazza IX aprile. La struttura, che dal punto di vista architettonico si ispira allo stile tardo - gotico siciliano, è costituita dalla chiesa fatta edificare nel 1486 dai taorminesi in onore di S. Sebastiano e dal convento costruito dai frati agostiniani nell’anno 1530.
Torre dell’Orologio / Torre di mezzo
L’arco a tutto sesto rifatto in età moderna, definisce il passaggio settentrionale, mentre l’apertura verso sud conserva l’originale arco ad ogiva. La torre venne gravemente danneggiata durante la rivolta antispagnola del 1674 – 78 successivamente ricostruita, sostiene campana ed orologio, da cui la denominazione. Come molti altri edifici taorminesi è realizzata con materiali provenienti dallo spoglio di monumenti archeologici. La parte esterna era quella settentrionale prospiciente piazza IX Aprile, che conserva nelle pareti laterali gli incassi in pietra che accoglievano la trave basculante con cui si chiudeva il portone. Nella lunetta soprastante restano visibili le tracce di un affresco quattrocentesco, raffigurante una Madonna orante. Tale icona, qualche decennio addietro, è stata sostituita nel ruolo dalla più evidente raffigurazione a mosaico di Madonna in trono, entro cornice di pietra con arco ogivale.
Palazzo Ciampoli
I Nobili palazzi della città furono tutti progettati e costruiti per ragioni difensive e tutti sul perimetro fortificato, ad esclusione del palazzo Ciampoli che fu edificato lungo la via Consolare Valeria, nel borgo medievale della città, all’interno delle cinta murarie, nei pressi della Cattedrale, che dopo l’agorà greca ed il foro romano rappresentava il centro città. Il palazzo venne edificato nel 1412, come attesta lo stemma contenuto nel rombo sopra il portale principale. Questa data ha segnato in Sicilia il tramonto del partito latino Chiaramontano e l’avvento del partito Catalano. Da quel momento i palazzi perderanno la loro caratteristica struttura di palazzo-fortezza e verranno progettati anche per rappresentanza e dimora. Il palazzo si erge, quasi con alterigia, in cima ad una scalinata ad accogliere il visitatore con distacco, a ricordargli che al suo cospetto l’umiltà è necessaria. Un prospetto semplice ma elegante, con cinque bifore poggiare su una fascia marcapiano bicroma di rara bellezza, lavorata a piccoli rosoni, con intarsi di pietra lavica dell’Etna e pietra bianca di Siracusa. Molte le pubblicazioni sul palazzo, analizzato in tutte le sue parti, fotografato in tutti i suoi prospetti. Ma quasi tutte le pubblicazioni difettano di una foto, di uno scatto, di un prospetto, quello di est, celato, quasi invisibile, intimo e riservato come si conviene ad una finestra, da dove la nobiltà del tempo scrutava con alterigia la sottostante città. Era il casato dei Damiano Rosso, Principi di Cerami, erano i De Thermes, giunti alcuni secolo prima a seguito di Federico II. Gli uni e gli altri, come dimostrano la bandiera al vento sopra il portale d’ingresso, araldica dei Damiano Rosso e lo scudo stellato, che chiude l’angolo della fascia marcapiano, araldica dei De Thermes; forse quest’ultimi iniziarono la costruzione del palazzo che, alla metà del XV secolo, con l’edificazione del secondo ordine, sia nelle bifore che nella fascia marcapiano assumeva connotazioni chiaramente ispanizzanti.
Duomo
La cattedrale di stile gotico-normanno è consacrata a San Nicolò, vescovo di Mira in Licia, una regione dell’attuale Turchia, morto nell’anno 347 d.C., il quale subì la persecuzione di Diocleziano e di Licinio, imperatori romani; egli fu uno dei Padri del Concilio di Nicea, convocato nel 325 dal papa San Silvestro e dall’imperatore. Importanti sono le opere d’arte all’interno della Cattedrale, dipinti e sculture di ALFONSO FRANCO, detto l’ARGENTIERE, ANTONELLO DE SALIBA, MARTINO MONTANINI di Bartolomeo (detto Martino da Firenze) e artisti della SCUOLA DEL GAGINI.
Tutta l’area del Palazzo Duchi di Santo Stefano era nell’antichità interessata da una preesistente costruzione tardo-bizantina distrutta interamente dagli arabi ad esclusione di alcuni tratti del perimetro fortificato…
Porta Catania delimita la parte Sud del Corso Umberto I, fa parte della seconda cinta muraria. Nel 1440, data che risulta incisa nell’edicola raffigurante lo stemma Aragonese al centro sopra l’arco, la porta è stata riedificata dagli spagnoli. Conosciuta anche come “Porta del Tocco”, già in epoca Normanna, in questo luogo si tenevano le adunanze pubbliche. L’ora del tocco era la prima ora dopo mezzogiorno, quindi segnalava le ore 13.00.


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