Cultura, FOCUS, Fondazione Casa Cuseni, IN AGENDA
“Thais”, il libro originale di François-Anatole Thibault, nobel nel 1921 custodito nella libreria di Casa Cuseni
LE OPERE
Inizia con ricerche bibliografiche e brevi saggi critici (raccolti in Génie latin, 1913). Esordì come poeta parnassiano collaborando alla seconda e alla terza serie del Parnasse contemporain e raccogliendo in volume le sue poesie (Poèmes dorés, 1873; Les noces corinthiennes, 1876, dramma, rappr. 1902). I suoi primi racconti furono Jocaste e Le chat maigre (1879); il suo primo successo, Le crime de Sylvestre Bonnard (1881), seguito da Les désirs de Jean Servien (1882), che fu però scritto prima. Dopo un periodo di giornalismo letterario, specie sul Temps, rappresentato da saggi personali, di cui raccolse i migliori nei quattro volumi La vie littéraire (1888-92), la sua opera narrativa si svolse secondo alcune vene riconoscibili, caratterizzate ognuna da una certa nota di stile modulata con una maestria ormai posseduta in pieno. Vi è la vena dei ricordi d’infanzia: Le livre de mon ami (1885), Pierre Nozière (1899), Le petit Pierre (1918), La vie en fleur (1922). Altra vena è espressa in racconti o leggende, cristiani, medievali, squisitamente miniati, con una simpatia artistica che coesiste col suo scetticismo da discepolo di J.-E. Renan: Balthasar (1889), L’étui de nacre (1892), Le puits de Sainte-Claire (1895); nello stesso spirito è il romanzo Thaïs (1890), cui seguì La rôtisserie de la Reine Pédauque (1893), affresco di costume del sec. 18º e uno dei suoi libri migliori, e Les opinions de M. Jérôme Coignard (1893). Il romanzo di psicologia mondana Le Lys rouge (1894) e Le jardin d’Épicure (1895) furono i due libri che aprirono all’autore le porte dell’Accademia (1896). Infine, la vena satirica contro la società del suo tempo si fa più scoperta e volterriana nel ciclo di romanzi L’Histoire contemporaine (L’orme du mail, 1897; Le mannequin d’osier, 1897; L’anneau d’améthyste, 1899; Monsieur Bergeret à Paris, 1901). La satira sociale continua, più o meno, in tutte le opere narrative che seguirono: L’affaire Crainquebille (1901), Histoire comique (1903), Sur la pierre blanche (1905), L’île des pingouins (1908), Les contes de Jacques Tournebroche e Les sept femmes de la Barbe-Bleue (1908-09), Les dieux ont soif (1912), La révolte des anges (1914). Nel 1921 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura.
François-Anatole Thibault, in arte semplicemente Anatole France, nacque a Parigi nel 1844: Scrittore attento e raffinato, fedele a una tradizione formale che è propria della prosa classica francese, fu un grandissimo romanziere. I suoi successi internazionali valsero a fargli assegnare, nel 1921, il premio nobel per la letteratura.
Figlio di un libraio antiquario, Anatole France si occupò dapprima di ricerche bibliografiche e brevi saggi critici, poi di poesia, letteratura ed, infine, di giornalismo letterario. Racconterà di leggende, cristiani e medievali, spesso facendo miniare i propri libri.
Nello stesso spirito è il romanzo Thaïs (1890), pubblicato in lingua inglese nel 1901. Le miniature, in questo caso incisioni, furono affidate ad Martin van Maële, un artista francese specializzato in illustrazioni erotiche, tra i più famosi agli inizi del XX secolo.
Il passaggio di Anatole France a Taormina è certo, documentato nel dicembre del 1908, ospite a Casa Cuseni di Robert Hawthorn Kitson e di Wilhelm von Gloeden. La libreria di Casa Cuseni, il museo della città di Taormina, custodisce una copia di Thais, una prima edizione in lingua inglese, del 1901, con le straordinarie illustrazioni di Martin van Maele.


Leave a reply