FOCUS, PERSONAGGI
CHI ERA JOHANN WOLFGANG GOETHE
Johann Wolfgang Goethe era poeta, drammaturgo, pensatore e giurista tedesco, nato nel 1749 a Francoforte. Dopo aver lavorato in campo legale scrisse il romanzo epistolare I dolori del giovane Werther, che chiuse il periodo difficile del giovane poeta, ancora sotto l’influsso dello Sturm und Drang. Il periodo felice che segue è segnato dall’amore per Charlotte von Stein, dall’amicizia con Schiller e dai due viaggi in Italia (1786 e 1790). E’ qui che Goethe scopre la passione per la classicità greca e latina.
Nell’ultimo periodo della sua vita si dedica alla stesura del Faust, dramma sulla moderna problematicità dell’esistenza, che termina nel 1831. Un anno dopo morirà.
Il Teatro Greco-Romano di Taormina nelle antiche incisioni
Il viaggio di Goethe Taormina: il Teatro Greco-Romano
Arrivo a Taormina, il 7 maggio 1787, da Catania. Questa decima tappa siciliana viene raggiunta dal poeta dopo un articolato e suggestivo percorso a cavallo, che da Palermo, luogo di sbarco sull’isola il 2 aprile 1787, tocca Alcamo, Segesta, Castelvetrano, Sciacca, Girgenti (oggi Agrigento), Caltanissetta, Castrogiovanni (oggi Enna) e, infine, Catania.
Descrizione di Goethe
Superata l’alta parete di roccia che s’innalza a picco non lontano dalla spiaggia, si trovano due roccioni collegati da un semicerchio, la cui forma, qualsivoglia fosse per natura, è stata trasformata dall’arte in modo da farne un emiciclo ad anfiteatro destinato agli spettatori; con l’aggiunta di muri e d’altri annessi in mattoni si ottennero i corridoi e i porticati necessari. Ai piedi e trasversalmente d’arte e di natura. Se ci si colloca nel punto più alto occupato dagli antichi spettatori, bisogna riconoscere che mai, probabilmente, un pubblico di teatro si vide davanti qualcosa di simile. Sul lato destro si affacciano castelli dalle rupi sovrastanti; più lontano, sotto di noi, si stende la città e, nonostante le sue case siano d’epoca recente, occupano certo gli stessi luoghi dove in antico ne sorgevano altre. Davanti a noi l’intero, lungo massiccio montuoso dell’Etna; a sinistra la sponda del mare fino a Catania, anzi a Siracusa; e il quadro amplissimo è chiuso dal colossale vulcano fumante, che nella dolcezza del cielo appare più lontano e più mansueto, e non incute terrore. Se poi, distogliendoci da questa veduta, ci volgiamo verso i corridoi alle spalle del pubblico, a mano manca abbiamo tutti i dirupi fiancheggianti la riva sulla quale si snoda la via per Messina; gruppi e balze di scogli nel mare e, lontanissima, la costa calabra, che solo uno sguardo attento riesce a distinguere dai morbidi ammassi di nuvole. Ci portammo in basso fino alla scena e sostammo fra i suoi ruderi, i quali meriterebbero che un abile architetto desse prova, almeno sulla carta, delle sue capacità di restauratore… (Taormina, 7 maggio 1787) Oscar, Mondadori.
Il Teatro Greco-Romano oggi
Sevizio fotografico di Egidio Marisca
Il viaggio di Goethe Taormina-Fiumedinisi
Il poeta, partito da Taormina l’8 maggio, a cavallo, si avvia alla volta della città di Messina, dove giunge dopo due giorni. Il percorso, compiuto lungo la strada che fiancheggia la costa ionica, corrispondente oggi alla SS 114, risulta tranquillo nella prima giornata e notevolmente disagevole, a causa delle cattive condizioni atmosferiche, nella seconda.
Descrizione di Goethe
Alte rocce calcaree a sinistra, dai colori sempre più vividi, formano belle insenature marine; segue una sorta di minerale definibile come scisto argilloso o graywäcke. Nei torrenti si notano già detriti di granito. I tuberi gialli del Solanum, i fiori rossi dell’oleandro rendono allegro il paesaggio. Il fiume Nisi come i torrenti successivi trasportano scisti micacei. (Sulla via per Messina, 8 maggio 1787) Procedemmo cavalcando sotto la sferza del vento di levante, avendo a destra il mare in burrasca e dall’altra parte le rocce che d’alturieri avevamo ammirato dall’alto, lottando per tutto il giorno con l’acqua; dovemmo attraversare una quantità di torrenti, uno dei quali, il Nisi, maggiore degli altri, si fregia del titolo di fiume… (Sulla via per Messina, 9 maggio 1787) Oscar, Mondadori (1993).


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