Itinerario n. 2
DALLA CHIESA DI SAN PANCRAZIO AL TEATRO ANTICO
ANTEPRIMA FOTOGRAFICO DEL PERCORSO N. 2
La Chiesa di San Pancrazio sorge sulle rovine del tempio greco di Giove Serapide. Tratti di muri della cella del tempio sono stati incorporati nella chiesa, si vedono ancora ben 12 file di blocchi di pietra di Taormina e sovrapposti senza l’ausilio di calce, mentre nel muro nord si vedono blocchi superstiti della cella del tempio…
Porta Messina segna l’ingresso nord del centro storico della città. Da essa si accede al Corso Umberto I°, la via principale di Taormina. Mentre Porta Catania è la porta di accesso del lato sud. Le due porte di ingresso facevano parte del triplice sistema di fortificazioni che si sviluppava da nord-est, realizzato dagli arabi per difendere la città. Tra le due porte si innalza la Porta di Mezzo nota anche come Torre dell’orologio. Porta Messina, inaugurata nel 1808 da Ferdinando IV di Borbone (come riportato nella lapide in cima alla Porta) è conosciuta anche come Porta Ferdinandea proprio in onore al re.
Nel mondo greco-romano, l’Odeon era un piccolo teatro destinato alle rappresentazioni musicali e letterarie nell’Agorà di Taormina. L’Odeon di Taormina è un autentico gioiello di architettura romana su cui, nel corso dei secoli, furono costruite diverse strutture. La cavea è divisa in cinque settori ed è sormontata da una galleria in mattoni. Probabilmente, il monumento fu costruito nel II secolo d.C. su un tempio greco più antico, oggi nascosto dalla costruzione della Chiesa di Santa Caterina che risale al XVII secolo.
LA STORIA
Un bel portale fatto con marmo rosa di Taormina, sia negli stipiti che nell’architrave, si apre nella facciata della chiesa, ed è ornato ai lati da due colonne con alte basi e capitelli di stile corinzio che sostengono un frontone spezzato, anche questi in marmo rosa di Taormina…
A piano terra si trovano l’Ufficio d’informazione turistica, e la sede dell’Associazione Albergatori di Taormina. Al piano superiore invece è adibito a mostre d’arte.
Servizio Turistico Regionale n. 13 di Messina - Palazzo Corvaja - 98039 Taormina (Me) - email: [email protected] - U.O.S13.03 TAORMINA (Me) - Palazzo Corvaja – 98039 – Taormina Tel. 0942 23243 – Fax 0942 24941 Apertura ufficio informazioni DA LUNEDI’ A VENERDI’: Ore Antimeridane: 08.30 – 14.15 | Ore pomeridiane: 15.30 – 18.45 IL SABATO: → (solo per il mese di aprile) Ore Antimeridane: 09.00 – 13.00 | Ore pomeridiane: 16.00 – 18.30
Il Palazzo Corvaja
Urbanisticamente qui dove adesso c’è il palazzo, al tempo greco, sorgeva il centro sociale della polis, l’agorà; poi i romani qui progetteranno e costruirono il loro foro, nel nucleo vitale della città. Gli arabi, abbattendo tutto il preesistente, edificarono una torre, che ricordava la loro sacra “Al Ka’ Bah”, …
Le prime terme nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari doti curative. Col tempo, soprattutto in età imperiale, si diffusero anche dentro le città, grazie allo sviluppo di tecniche di riscaldamento delle acque sempre più evolute. Al riscaldamento dell’acqua provvedevano i focolari sotterranei che diffondevano aria calda dagli ipocausti, gli spazi sottostanti alle pavimentazioni sospese (suspensùra) dei vani da riscaldare. Esse erano veri e propri monumenti o addirittura piccole città all’interno della città stessa, esistevano due classi di terme, una più povera destinata alla plebe, e una più fastosa destinata ai patrizi. Lo sviluppo interno tipico era quello di una successione di stanze, con all’interno una vasca di acqua fredda, la sala del frigidario, solitamente circolare e con copertura a cupola e acqua a temperatura bassa, seguita all’esterno dal calidario, generalmente rivolto a mezzogiorno, con bacini di acqua calda.
In prossimità dell’agorà, nella parte orientale dell’antica Tauromenion, alla sommità del promontorio del Tauro, a perpendicolo sul mare, tra superbe rocce marmoree, giace rovesciato e distrutto il monumentale Teatro greco-romano. A stare seduti e guardare, dall’alto dei ruderi, l’occhio rimane incantato dal magico paesaggio che si scopre d’innanzi.


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