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CHIESA DI SAN PIETRO E PAOLO, UN GIOIELLO DI ARCHITETTURA NELLA VALLE D’AGRO’
Pochi sono i luoghi come la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo d’Agrò di Casalvecchio Siculo dove le diverse anime del Mediterraneo sono riuscite a fondersi creando un unicum architettonico che ancora oggi sfida i secoli e suscita meraviglia ed ammirazione in chi ha la fortuna di visitarlo.
L’architettura della Chiesa e’ uno squisito lavoro di sintesi, un fantasioso amalgama stilistico che fonde insieme elementi disparati: verticalismo nordico e decorazione bizantina, stereometria araba e pittoricismo basiliano, in una mirabile trasposizione culturale nella quale i vari elementi di riferimento e di richiamo assumono una nuova, indipendente ed organica vita.
Dopo la prima edificazione il Monastero fu interessato dal terremoto che avvenne all’alba del venerdi’ 4 febbraio 1169 e, quindi, ricostruito, affidandone i lavori al maestro Girardo il Franco che lo ampliò e lo arricchì.
L’opera muraria esterna e’ fortemente caratterizzata dalla combinazione di un effetto pittorico per l’alternanza di fasce di mattoni, arenaria, calcare e pietra lavica. L’arco del portale e’ anch’esso ottenuto da vari conci di calcare, lava e mattoni; nella lunetta e’ inclusa in un disco una croce greca con un’iscrizione che ricorda gli artefici della ricostruzione. « Fu rinnovato questo tempio dei SS. Apostoli Pietro e Paolo da Teostericto Abate di Taormina, a sue spese. Possa Iddio ricordarlo. Nell’anno 6680. Il capomastro Gherardo il Franco. »
L'anno 6680 corrisponde nella cronologia greco- bizantina appunto al 1172 in quanto gli anni si computavano dall'origine del mondo che, per i greco-bizantini, risaliva a 5508 anni prima della venuta di Cristo
Tutta la Chiesa e’ la risultante di una compromissione ottenuta riunendo in una schema tipicamente centrale, che trova il proprio fulcro nella cupola della zona mediana, un impianto basilicale ottenuto con l’aggiunta del transetto, culminante anch’esso in una cupola di minori proporzioni e di un esornateci serrato tra le due piccoli torri campanarie. Il tempio, dopo la ricostruzione, fu consacrato nell’anno 1178. Il convento restò operoso sino agli ultimi mesi del 1794 quando i Monaci si trasferirono a Messina, nel convento dei PP. Domenicani di S. Girolamo in via Austria, oggi via 1° Settembre n. 85, completamente distrutto nel terremoto del 1908. Seguirono anni di totale abbandono ed incuria che durò fino agli anni ‘60 del secolo scorso, visitata solamente da studiosi dell’architettura medievale sia italiani che stranieri. Solo negli anni sessanta fu ripulita, fu oggetto di varie campagne di restauro conservativo, riaperta al culto, e alle visite turistiche.


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