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Pisa - Salvador Dalì | DOVE: al Palazzo Blu, sui lungarni | QUANDO: fino al 5 febbraio 2017
L’unica possibilità concreta per creare un’opera d’arte originale sta nell’aggiungere qualcosa alla tradizione. Con queste parole Salvador Dalì cercava l’immortalità passando attraverso un Rinascimento re-interpretato dalle luci e dai colori del sogno surrealista. Questo è quanto ci propone MondoMostre, con la collaborazione della Fondazione Gala-Salvador Dalì in una mostra a Palazzo Blu, sui lungarni di Pisa, aperta al pubblico fino al 5 febbraio. È una mostra affascinante, il grande maestro di Figueres viene messo faccia a faccia con la tradizione antica, con Michelangelo e con Raffaello, concentrandosi su un aspetto inedito della sua personalità e della sua produzione. Non più orologi liquefatti, il sogno liberato da qualsiasi limitazione della realtà, ma un artista che studia i maestri del rinascimento italiano.
“È originale e straordinaria”, sottolinea nel catalogo di Skira la curatrice Montse Aguer, direttrice dei Musei Dalì di Figueres che insiste in particolare sull’importanza dell’Italia, del Rinascimento e di Michelangelo nell’opera dell’artista spagnolo, a partire da una selezione di oli assai poco conosciuti, quattro dei quali inediti, che figurano tra le sue ultime creazioni degli anni Ottanta. Dalì osservatore del suo tempo, ed infatti ci viene proposta la fase mistico-nucleare di Dalì, quando il pittore, in volontario esilio negli Stati Uniti in seguito alla Guerra Civile spagnola, subì le suggestioni della nuova fisica e delle sue conseguenze, tra cui la bomba atomica, così, se da una parte le sue Madonne si dematerializzano e atomizzano, dall’altra solo il misticismo e la spiritualità gli sembravano poter controllare quel processo di disintegrazione violenta della materia che la scienza moderna aveva rivelato.
Quattro le sezioni in cui si divide la mostra Dalì. Il sogno del classico, con le illustrazioni della Divina Commedia, oltre cento e tutte esposte, che gli vennero commissionate dall’Istituto Poligrafico dello Stato Italiano, pubblicate dall’editore francese Joseph Foret perché in Italia si pensò che non fosse corretto che un artista di nazionalità straniera rappresentasse la maggiore opera letteraria italiana. L’Ultima sezione, uno scontro titanico tra Salvador Dalì che si auto proclama geniale e Benvenuto Cellini, che si autodefinisce ‘primo omo del mondo’.
Salvador Dalì è giunto all’immortalità, attraverso la Storia dell’Arte, ma cercava anche la perfezione, attraverso lo studio dei classici, ma come lui stesso riconobbe, non c’è speranza: a quella non si arriva mai.
Didascalie
- Acquerello e inchiostro su carta dall’Autobiografia di Benvenuto Cellini
- Salvator Dalì
- Acquerello e inchiostro su carta dall’Autobiografia di Benvenuto Cellini
- Il Guerriero (dalla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo)
- ‘L’Angelo caduto’ - Divina Commedia - Purgatorio
- Mosé (dalla tomba di Giulio II di Michelangelo)


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